
Ti capita di sentirti in colpa anche quando dici un semplice “no”? Hai l’impressione di dover sempre spiegare o giustificare ogni tua scelta, soprattutto con chi ami? O forse, più spesso di quanto vorresti ammettere, ti ritrovi a mentire o nascondere parti di te per evitare conflitti?
Se leggendo queste righe hai sentito una fitta allo stomaco, potresti essere cresciuto/a accanto a una madre invadente, ipercritica o eccessivamente presente.
Ma attenzione: non stiamo parlando di “madri cattive”. Parliamo di relazioni complesse, spesso costruite su un amore distorto, dove prendersi cura si è trasformato nel prendersi tutto lo spazio. E i figli, oggi adulti, ne portano ancora le cicatrici emotive.
Quando l’amore soffoca
Crescere con una madre invadente non significa per forza aver subito violenza, ma può voler dire aver vissuto in un clima in cui:
Le tue emozioni venivano minimizzate (“Ma dai, non è successo niente!”)
Le tue decisioni erano sistematicamente messe in discussione (“Io al tuo posto farei diversamente…”)
L’indipendenza veniva scambiata per egoismo (“Con tutto quello che ho fatto per te…”)
Col tempo, potresti aver imparato a dubitare di te stesso/a. A nascondere ciò che provi. A vivere relazioni in cui ti senti sempre in bilico tra il bisogno di approvazione e il desiderio di libertà.
Un’eredità emotiva che pesa
Nel mio studio vedo spesso adulti brillanti, sensibili, capaci… che però lottano con una voce interiore spietata, che li giudica in continuazione. Una voce che molto spesso non è altro che l’eco di un legame mai veramente rielaborato.
Se ti ritrovi in una o più di queste frasi, forse è arrivato il momento di fermarti e riflettere.
- “Non riesco a dire cosa penso, ho paura di ferire gli altri”
- “Sento di dover sempre fare di più per meritare amore”
- “Quando qualcosa va storto, mi dò subito la colpa”
- “Ho relazioni che sembrano una replica della mia infanzia”
La buona notizia? Si può guarire
Nella terapia cognitivo comportamentale, lavoriamo per riconoscere e trasformare questi schemi. Non per trovare un colpevole, ma per ridare voce a chi sei davvero, senza filtri o sensi di colpa.
Imparare a mettere confini, legittimare le tue emozioni e costruire relazioni sane è possibile.
Hai il diritto di essere te stesso/a. Non “nonostante” la tua storia, ma insieme alla tua storia.
Se senti che qualcosa risuona in queste parole, se hai voglia (o bisogno) di capirti meglio, sappi che il primo passo può essere semplicemente parlarne.
Come psicoterapeuta cognitivo comportamentale, offro percorsi individuali anche online.
Può essere il momento giusto per iniziare a scrivere un nuovo capitolo. Il tuo.

