Chi non si è mai sentito stressato alzi la mano!
Tutti sperimentiamo momenti in cui ci sentiamo bersagliati da stimoli stressanti, ciò che conta è saper gestire in modo adeguato tali stimoli quando sono particolarmente intensi onde evitare di cadere in un vero e proprio esaurimento nervoso. La terapia cognitiva è un valido aiuto nel trattamento di questa problematica.
I pensieri negativi possono creare molto stress nelle nostre vite.
Non solo, il pensiero negativo ed il cattivo umore possono inquinare la nostra esperienza del mondo rendendo specifiche situazioni molto più stressanti e opprimenti quasi come se avessimo delle lenti che mettono a fuoco solamente gli aspetti negativi e catastrofici delle esperienze. Il nostro cattivo umore può essere contagioso e può persino indurre gli altri a trattarci in modo meno amichevole, perpetuando la negatività in noi e praticamente in tutti quelli che incontriamo.
È facile rimanere intrappolati nell’abitudine di pensare negativamente, cambiare questo atteggiamento mentale è l’obiettivo che caratterizza la terapia cognitivo comportamentale.
Sia che lo stress stia contribuendo ai disturbi dell’umore o che stia solo creando sensazioni spiacevoli che interferiscono con uno stile di vita felice, la terapia cognitivo comportamentale può essere una modalità di trattamento molto efficace. La terapia cognitiva per lo stress si basa sul presupposto che non sono semplicemente gli eventi nelle nostre vite a causarci lo stress ma piuttosto è il modo in cui pensiamo a loro che causa disagio e malessere. Ad esempio, due persone potrebbero essere intrappolate nel traffico. Una persona potrebbe considerare questa situazione come un’opportunità per ascoltare musica o perdersi nei pensieri e rilassarsi. Un’altra persona può concentrarsi sul tempo perso o sulla sensazione di essere intrappolata e diventare angosciata. Medesima situazione, due modalità molto diverse di gestirla!
Ci sono centinaia di esempi di come i nostri pensieri e il nostro dialogo interiore negativo colorano le nostre esperienze. Questi possono causare una determinata risposta allo stress che può concretizzarsi in un atto impulsivo di rabbia così come in un comportamento calmo. Praticamente tutti i modelli di pensiero che incidono negativamente sulle nostre esperienze possono essere classificati all’interno delle distorsioni cognitive comuni che imparerai man mano a riconoscere con l’aiuto del tuo terapeuta. Il terapeuta lavora con i pazienti per aiutarli a riconoscere e modificare questi schemi di pensiero abitualmente negativi.
Il cambiamento dell’atteggiamento mentale, del modo con cui ci relazioniamo alla nostra esperienza di vita è la chiave di volta per migliorare la gestione dello stress.
Tecniche di rilassamento
Le tecniche di rilassamento sono delle azioni volontarie per regolare e gestire gli stati di ansia e di stress. Sono tecniche che hanno come obiettivo quello di alleviare l’individuo dalla tensione e ristabilire il suo equilibrio psicofisiologico. In occidente è solo negli ultimi decenni che le tecniche di rilassamento si sono fatte spazio poiché è stata accettata l’idea che l’organismo sia un sistema complesso costituito dall’interazione di mente e corpo.
Attualmente le tecniche di rilassamento sono ampiamente utilizzate in molteplici protocolli di Terapia Cognitivo Comportamentale, in quanto rappresentano un buon metodo per imparare a rilassarsi in momenti di difficoltà e come meccanismo per ridurre i livelli di attivazione durante la giornata.
Training Autogeno
Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento psicofisico presentata per la prima volta al pubblico nel 1923 da Johannes Heinrich Schultz. Letteralmente training significa “allenamento” ed autogeno “che si genera da sé” (in seguito a un corso guidato da un terapeuta esperto): non un allenamento che permetta di acquisire nuovi tipi di comportamento, né che consenta di apprendere nuove abilità, ma che faccia emergere dagli strati più profondi della personalità, a livello psicosomatico, la calma e il riequilibrio neurovegetativo già presenti in ogni individuo. Questa tecnica di rilassamento, pertanto, ha molteplici scopi: da un lato si propone di ottenere un controllo muscolare e viscerale e il raggiungimento di uno stato soggettivo di benessere fisico e mentale.
Con il Training Autogeno si impara ad avere più sicurezza e fiducia, ad essere più calmi e distesi e a scaricare meno le tensioni sui vari organi, ottenendo efficaci interventi sui disturbi psicosomatici. Lo stress, come sappiamo minaccia la salute e il benessere e produce una serie di effetti nocivi (come ansia, insonnia, irritabilità, mal di testa, stanchezza diffusa, ecc.), che un esercizio di rilassamento permette di prevenire, ridurre ed eliminare.
E’ ormai accertato che il Training Autogeno produce benefici nel ridurre i livelli di ansia, nel riequilibrare la tensione emotiva e psicosomatica, nel rilassamento della muscolatura liscia, striata e nella regolarizzazione del battito cardiaco.
Il Rilassamento Muscolare Progressivo
Il Rilassamento Muscolare Progressivo venne sviluppato agli inizi del secolo scorso da Edmund Jacobson. Tale metodo si basa sull’idea che il pensiero e lo stato emotivo influiscano sul livello di risposta muscolare, evidenziando una relazione tra muscolo, pensiero ed emozioni. Il Rilassamento Muscolare Progressivo risulta particolarmente utile per chi soffre di disturbi del sonno, dato che induce un riposo muscolare intenso attraverso il quale è molto più facile conciliare il sonno, ma è anche raccomandato per aiutare a combattere lo stress quotidiano e per regolare la rabbia e l’aggressività.
Il Rilassamento Muscolare Progressivo di Jacobson prevede che il soggetto, in primo luogo, sviluppi la capacità di individuare lo stato di tensione muscolare. Per raggiungere questo obiettivo il terapeuta insegna al soggetto a percepire la differenza tra tensione e rilassamento, attraverso ripetuti esercizi di contrazione volontaria e prolungata delle varie zone del corpo, fino a quando sarà in grado di avvertire anche minime contrazioni muscolari. Una volta che il soggetto ha imparato ad avvertire la tensione dei vari gruppi muscolari, sarà in grado di rilassare i muscoli che non sono interessati al movimento che sta effettuando e sarà anche in grado di applicare in ogni attività esclusivamente la quantità di tensione muscolare necessaria.
L’essenza della tecnica consiste nel mettere in tensione secondo tempi predefiniti alcune parti del corpo e in seguito rilassarle. Jacobson affermava che notare la sensazione di tensione e di rilassamento nel momento in cui si smette di contrarre il muscolo aiuterà il soggetto in trattamento a provare una piacevole sensazione di benessere corporale che si tradurrà in benessere psicologico. Questa tecnica può essere utile per diverse problematiche, come:
- tensione generale molto elevata che esacerba stati somatici spiacevoli;
- nella cura di ansia, fobie e disturbi dell’umore;
- gestione dello stress: momenti di stress elevato (es. problemi al lavoro, difficoltà economiche, lavorative, familiari, affettive);
- trattamento dell’insonnia;
- supporto per affrontare situazioni importanti (prima di una riunione, un intervento in pubblico, una gara sportiva, ecc).
Il maggior utilizzo lo trova nell’affrontare i disturbi psicovegetativi (o psicosomatici), migliorando significamene la qualità della vita di chi lo utilizza regolarmente. La tensione generale molto elevata, infatti, può esacerbare stati somatici spiacevoli (es. emicrania, somatizzazioni, attacchi di vomito e dolore cronico).

