Cos’è l’insonnia e come curarla?

Terapia per l’insonnia

L’ Insonnia consiste in una condizione di insoddisfazione relativa alla quantità o alla qualità del sonno. E’ caratterizzata da:

  • difficoltà nell’iniziare il sonno
  • difficoltà nel mantenere il sonno

L’insonnia è un disturbo soggettivo in quanto si riferisce al senso soggettivo di difficoltà ad addormentarsi, a mantenere il sonno, o di cattiva qualità del sonno.

Nello specifico l’insonnia può essere caratterizzata da:

  • Difficoltà ad addormentarsi (insonnia iniziale/precoce);
  • Frequenti e prolungati risvegli notturni (insonnia di mantenimento);
  • Risveglio precoce al mattino (insonnia tardiva);
  • Da una combinazione di queste difficoltà (insonnia mista o generalizzata).

Nonostante l’insonnia sia definita un disturbo del sonno, ha ripercussioni che si estendono anche oltre il periodo di sonno, interessando significativamente il periodo di veglia. Infatti, le persone che soffrono di disturbi del sonno, lamentano sonnolenza diurna e un peggioramento delle loro capacità lavorative (Morin, 1993).

Coloro che soffrono di insonnia, rispetto agli individui che non presentano insonnia, riportano anche elevati livelli di ansia e depressione.

L’insonnia può rappresentare quindi, un fattore di rischio o un fattore causale per lo sviluppo di alcuni disturbi psichiatrici (Harvey, 2001; Lichstein, 2000).

Trattamento dell’insonnia

Le principali forme di trattamento per il Disturbo di Insonnia sono la terapia farmacologica e la psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Farmaci per i disturbi del sonno

La terapia farmacologica è spesso il primo trattamento dell’insonnia consigliato dai medici di base.

L’utilizzo di farmaci ipnotici o di ansiolitici con funzione ipnotica è però sconsigliato per un tempo superiore alle 2 settimane. Un uso prolungato può infatti provocare effetti collaterali quali sonnolenza diurna e vertigini, oltre che assuefazione e tolleranza.

I tentativi di sospensione drastica provocano una sindrome di astinenza, caratterizzata da un ritorno cruento dell’insonnia (effetto rebound), agitazione psicomotoria, ansia e tremori (Gillin, Spinwerber e Johnson, 1989). Ciò spinge l’insonne ad assumere nuovamente il medicinale, creando un circolo vizioso.

L’assunzione cronica degli ipnotici rappresenta un importante fattore di mantenimento del problema di sonno.

Psicoterapia per il disturbo del sonno

Il trattamento cognitivo-comportamentale integrato dell’insonnia prevede l’impiego di diverse tecniche di intervento, la cui scelta di utilizzo viene effettuata in base a quanto emerso dalla valutazione iniziale. Ovvero in base alle caratteristiche fenomenologiche del disturbo di uno specifico paziente insonne.

Le tecniche di intervento, che costituiscono il cuore del trattamento cognitivo comportamentale per il Disturbo di Insonnia sono:

  1. Educazione e igiene del sonno: in questa fase si spiegano i fattori eziologici e i fattori di mantenimento dell’insonnia secondo il modello cognitivo-comportamentale. Sono inoltre fornite al paziente informazioni di base riguardo la fisiologia del sonno (stadi del sonno, orologio interno ed esterno, differenze individuali) e regole di igiene del sonno per migliorarne la qualità (per es. evitare bevande sia alcoliche sia caffeinate e fumo nelle due ore prima di coricarsi).
  2. Restrizione del sonno: si tratta di una tecnica che mira a far coincidere il tempo trascorso a letto dal paziente con il tempo effettivamente passato dormendo.
  3. Controllo dello stimolo: ha l’obiettivo di estinguere l’associazione del letto e della camera da letto con attività incompatibili con il sonno (per es. guardare la tv o pianificare la giornata lavorativa dell’indomani).
  4. Ristrutturazione cognitiva: procedura per modificare le convinzioni e le aspettative disfunzionali sul sonno.
  5. Tecniche di rilassamento e distrazione immaginativa.

Efficacia del trattamento psicologico

I risultati di due meta-analisi (Morin, Culbert e Scwartz, 1994; Murtagh e Greenwood, 1995), in cui sono stati considerati oltre 50 studi per un totale di più di 2000 pazienti, hanno dimostrato l’efficacia della terapia cognitivo-comportamentale per i problemi di insonnia.

Le tecniche comportamentali di controllo dello stimolo e di restrizione del sonno sembrano essere il “principio attivo” della terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia.

Circa 70% – 80% dei pazienti trae beneficio dalla terapia cognitivo-comportamentale che mira a eliminare i fattori cognitivi e comportamentali coinvolti nel mantenimento dell’insonnia.