
Negli ultimi anni sono aumentati a dismisura gli episodi di violenza nelle scuole. Per ogni aggressione certa ne abbiamo altre che sono meno conosciute e all’ordine del giorno: insegnanti che perdono le staffe in aula, genitori che minacciano i docenti, insulti degli studenti verso i professori.
La scuola merita rispetto e la situazione, giorno dopo giorno, sfugge al controllo.
Troppe volte i genitori delegano alla scuola la funzione educativa, per poi additarla, come l’unica responsabile degli insuccessi scolastici e dei comportamenti scorretti dei figli. Gli insegnanti, d’altra parte, non riescono più a svolgere con serenità la loro funzione, intimoriti dall’aggressività di studenti e famiglie, gravati da carichi di lavoro e da responsabilità che spesso esulano dall’insegnamento.
Ad oggi la scuola è sempre più un contenitore di stress e in generale di forti malesseri sociali che se non saputi gestire possono provocare spiacevoli episodi. Sarebbe auspicabile intervenire prima che la situazione degeneri: la psicologia non ha una funzione solo di cura, ma anche di prevenzione e di ascolto. Solo qualche anno fa l’allora ministro dell’istruzione Bianchi diceva “Non dimentichiamo che abbiamo tutti bisogno dello psicologo e che molti insegnanti sono vittime di burn-out“.
Gesti di reazione, come quelli del professore che in uno scatto d’ira ha lanciato un pugno a un suo alunno, sono assolutamente da condannare, ma vanno inseriti all’interno di un contesto sociale che si fa sempre più preoccupante.
La figura del docente, oltre a perdere autorevolezza nei confronti degli alunni, sta perdendo il rispetto sociale: il recente episodio del professore che dà un pugno al suo studente non è un caso isolato. Già nel 2020, ad esempio, un docente diede uno schiaffo all’alunno perché non voleva mettersi la mascherina, e questo accadeva in provincia di Salerno.
Questi sono tutti segnali che il benessere psicologico nelle scuole è in serio pericolo. La figura dello psicologo è quindi necessaria per poter intervenire per il benessere di alunni, genitori ma anche docenti e personale ATA.

